Un PDF leggibile da una persona non è automaticamente un report strutturato per altri sistemi. E un pulsante “export” non dimostra interoperabilità.
Tre strumenti distinti
Nel percorso EFRAG, il Digital Template raccoglie i dati, la tassonomia XBRL ne definisce la struttura e il convertitore produce il report digitale. Le versioni devono essere compatibili. Per risorse e istruzioni usare la pagina ufficiale.
Non presentare la presenza di questi strumenti nell'ecosistema EFRAG come prova che un software commerciale sia già integrato con essi.
La verifica da chiedere a un fornitore
Suggeriamo una prova con dati sintetici, non con documenti del cliente:
- individuare versione dello standard e formato in uscita;
- compilare un piccolo insieme di dati, includendo unità, periodo e una lacuna;
- esportare e verificare che valori e significato siano preservati;
- aprire il risultato con lo strumento destinatario;
- controllare errori, avvisi e informazioni non trasferite.
Un file che si apre non è necessariamente completo. Confrontare anche ciò che manca.
Due livelli di controllo
La validità tecnica riguarda struttura, tipi e regole del formato. La qualità del dato riguarda fonti, perimetro, metodo e responsabilità. Un numero inventato può avere il formato corretto.
Per questo lo studio dovrebbe conservare un registro di conversione: file di origine, versione del modello, risultato, data e problemi risolti. Se una conversione cambia una voce, il cambiamento deve essere spiegabile.
Attenzione al cambio di standard
Prima di iniziare una nuova annualità verificare gli aggiornamenti: una precedente corrispondenza fra campi può non essere più valida. Il confronto tra versioni va svolto prima di etichettare il documento.
Questa guida non attesta un export nativo XBRL di VSME-PRO. Descrive i controlli con cui valutare qualsiasi soluzione. La base resta il fascicolo delle fonti, non il formato da solo.